giovedì, 30 luglio 2009 | in : giorgio tirabassi

yllo @ 09:10 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
mercoledì, 29 luglio 2009 | in : foto, pensieri miei, cccp-csi-pgr, ginevra di marco, luis manuel garcia

odoreAlcuni minuti prima che io lo uccida sotto la doccia,mi si getta addosso,come una tigre il tuo odore.Seguo le traccie dal sapone e il pettine fino all'asciugamano.Lo accerchio in un libro orfano dei tuoi occhi.Mi guizza via per la stanza e lo perdo sulla maniglia della porta.Ma è uno stratagemma del tuo odore.E facendo l'indiano o l'amante,lo sorprendo che trema sul lenzuolo.Non cerca di fuggire,e lo stringo senza pietà contro il letto.Oggi dovrò dormire con infinita cautela perchè il tuo odore non si svegli prima di me e scappi.

LUIS MANUEL GARCIA

...ogni sillaba cerca il suo equilibrio tra il silenzio...non serve nominare il presente se l'eternità è passata e tu non c'eri...(Cazzo!)

Voglio cantare l'uso della forza che nasce dalla comprensione
La forza che contiene la distruzione
Una forza cosciente serena che sa sostenerne la pena
Capace di pietà, tenera di compassione
Capace di far fronte, avanzare, capace di vittoria, di pacificazione
Canto la morte che muore per la vita di necessità
Che rifugge il martirio, l'autodafè
Non succube di ciò che si dice di qua sull'aldilà
Potrà guardarlo in faccia per quello che è, quando arriverà

L'amore non cantarlo, che si canta da sé
più lo si invoca meno ce n'è

canto la vita che, quando è il suo tempo, sa morire e muore
canto la vita che piange sa attraversare il dolore
canto la vita che ride, felice
di un giorno di nebbia, di sole, se cade la neve
canto la sorpresa nei gesti dell'amore
canto chi mi ha preceduto, chi nascerà, chi è qui con me
sono in questo spazio essenziale, un valore aggiunto

L'amore non cantarlo, che si canta da sé
più lo si invoca meno ce n'è

canto la guerra e so, non sono in buona compagnia
canto la pace che non è un mestiere, né una ideologia
canto la libertà, difficile, mai data, che va sempre difesa
sempre riconquistata

yllo @ 11:10 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
lunedì, 27 luglio 2009 | in : foto, pj harvey, nick cave, alfonso amendola

LuciaMerliRagazzatralemontagneAlcuni guardano dietro la serratura e sperano (a volte lanciano un sussurro che vorrebbe esser preghiera). Alcuni dicono “altro che gelo qui c’è il terrore”. Alcuni fraintendono volutamente la bellezza con la cattiveria. Alcuni si ostinano a chiamare morale quella che in pratica è indifferenza. Alcuni hanno sguardi veramente disperati e non sanno più parlare. Alcuni negano la parte migliore di sé. Alcuni stanno sull’attenti e sono immobili, silenziosi e non riescono più a sorridere. Alcuni vivono con la rabbia in corpo e sono un po’ stanchi d’aspettare. Colpiscimi, subito, per asprezza ma in purezza. Ridammi, subito, un immobile “senso del dovere” che sappia con abile presunzione esprimere il senso alle cose. Raccontami una storia, la più dolce e violenta, per riderne insieme,uno accanto all’altra.Inventiamo un mondo lieve e distruttivo,restiamo mano nella mano,“parliamo d’amore” (ed è troppo necessario, in questo caso, l’uso delle virgolette), diciamoci “amore” o, almeno sfatti e stanchi proviamoci... magari ascoltando stilemi barocchi o graffi alla Nick Cave, leggiamo Ariosto e Benjamin, guardiamo Robert De Niro e Jean Gabin. Insomma doniamoci immagini, parole, suoni. Per noi sono cose importanti e non ozioso passatempo. Sai, alle volte, è atroce vivere in silenzio e non parlare con i propri angeli.

''Un ostinato risalire''-Alfonso Amendola

yllo @ 17:14 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
sabato, 25 luglio 2009 | in : foto, alessandro baricco, wayne hussey

sand"E' semplice. Questo è un posto dove prendi commiato da te stesso. Quello che sei ti scivola addosso, a poco a poco. E te lo lasci dietro, passo dopo passo, su questa riva che non conosce tempo e vive un solo giorno, sempre quello. Il presente sparisce e tu diventi memoria. Sgusci via da tutto: paure, sentimenti, desideri: li custodisci, come abiti smessi nell'armadio di una sconosciuta saggezza e di un'inesperata pace. Riesci a capirmi? Riesci a capire come tutto questo sia, bello?Credimi, non è solo un modo, solo più lieve, di morire.Non mi sono mai sentita più viva di adesso. Ma è diverso: quel che io sono, è ormai successo, e qui ed ora vive in me come un passo in un'orma, come un suono in un'eco, come un' enigma nella sua risposta. Non muore, quello no. Scivola dall'altra parte della vita, con una leggerezza che sembra danza. E'un modo di perdere tutto, per tutto trovare."

   Alessandro Baricco-''OceanoMare''

yllo @ 18:10 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
giovedì, 23 luglio 2009 | in : foto, amor fou, antonio fostieris

donnaschienamare

Ho nostalgia del presente che vivrò
(L’attesa si accorda con la memoria:
entrambe falsificano quanto più possono
la sventurata realtà. Lo vedi.)

Quali eventi macchineranno di nuovo
la mia partecipazione? Quale variopinto
straccio di passione
imiterà di nuovo la porpora?
Mi stupisce
a che velocità si genera la noia. Se conoscessi
la matematica dei sentimenti correrei
immobile come Achille (l’idea di Zenone)
più lento della tartaruga della mia vita.
Non dobbiamo avere fretta.
Come osare sorpassi con il clacson
quando davanti a te sono imbottigliati gli inferi.

Come posso prevedere qualsiasi cosa accada
in questo presente così remoto.

Antonio Fostieris

yllo @ 10:01 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
lunedì, 20 luglio 2009 | in : foto, blogger, cocteau twins, marina minet

Duy HuynhAutumnIl tempo evade in piena e accenna soluzioni...La vita ascolta attenta e approva le sfortune come risolta scena da consolare avanti...Puntualizzare il grigio è l’arte in chiaroscuro del credersi irrisolti...fermarsi appena stinti...rinchiusa la tormenta...E poi asciugarsi gli occhi...il poco che a gioire sia tregua alle rovine... Le sillabe imprecise non fanno male mai...deformano il concetto e sfrangiano pareri...spezzandosi a rigetto la frase desolata...Che dire alle ore...ai luoghi lama e pace...se l’apice del dare somiglia a una finzione...ora che le foglie cantano scheggiate la resa del vivrò...come missione a parte...Di ieri non so più...fermandomi agli specchi...Lo sguardo è un’intenzione e i sassi per fermarlo sono pochi...Così come la sabbia...sicura decadenza...da camminarci assenti...

''Da camminarci assenti''

MARINA MINET

yllo @ 14:58 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
sabato, 18 luglio 2009 | in : foto, giovanni lindo ferretti, cccp-csi-pgr

portadonnaEcco che i miei occhi su di Te
cominciano a spogliarti e la gola si secca
la pelle si compatta e morbidizza
si compiace la carne, dolorante
nel vuoto cerebrale, anelito animale
ecco che le mie mani su di Te
muovono in percorsi, disegnano arabeschi
tracciano diagonali
lobo dell'orecchio, seno, capezzolo, ombelico, ginocchio
l'interno delle cosce, l'esterno e il resto, tutto
scanalature, conche, protuberanze, anche,
tendini, ossa, peli, capelli
bocca
labbra
il vuoto che mi ingloba il pieno che, fiorendo,
mi consola e mi perdona
mi consola mi perdona
mi consola e mi perdona
ecco che Io non ci sono e non c'è Te
sboccano le lingue screpolate d'umido calore
prensili gli arti e irradia, irradia il cuore
linguaggio gutturale
arcaico uomo animale

yllo @ 15:12 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
venerdì, 17 luglio 2009 | in : foto, flor de mal, dina basso

Duy Huynh donnauccelli...e m’anturciuniu circannu i paroli ppì diriti ca di tia nun ma scordu,ca i to scarpi su sempri ddà,ca i to dischi sonunu macari ppì mmia e i to libbra i carizzu comu fussunu i to manu e ’i liccu comu tutti i vasuna ca nun taiu datu mai.E scrivu chiddu ca vogghiu picchì tu diceutu ca nun sugnu iu ca cumannu,ca è idda,a poesia,ca vena,mi fa ’llampari,sinni va,torna, e sempri e sulu comu vola e dici idda,mai comu dicu iu.E ora comu ora,iu tempu nunn‚aiu assai,stà finennu,e m'aia spicciari,picchì ’u to s’accapau prestu,ma forsi ’u mia finisci macari prima,forsi,e tempu di perdiri nunn‚aiu, e ppì riurdariti a missa nun ci vaiu,e ciuri nun ti nni portu e cannili nun ti nn‚addumu:ti portu i poesii,ca nunna scaffitisciunu,mai...e scrivu ppì ttia,ca ora,ppìddaveru, sulu nunni pigghi,comu ddu fogghiu iancu di latti ca era to figghiu...e tu,allura,si nà tutti i foggi c'accarizzu e vasu,ca mi cuccu,
ca m'ammogghiuu,e mi portu ccù mmia,'ntò sonnu e 'ntà sacchetta;tu si 'nà tutti i fogghi ianchi di latti o niuri di pici...e ssi 'ntà tutti i foggi ca scrivu,e tutti i paroli ti l'ha pigghiari tu,picchì su ppì ttia,e u sacciu ca sì modestu e riali e nunni voi,ma iu t'i dugnu,macari ca mi scrivisti ca nunn'aia scriviri sulu ppì riurdariti...iu stamatina 'u fici,e ogni gghiornu t'arrialu i paroli,e nun sulu chiddi supecchiu:t'i dugnu tutti,macari chiddi ca,ppì casu,'ntò fogghiu nun ci trasunu,o nun ci volunu trasiri.Sgalambru ni dissa ca ppì 'a mmoriri nun c'è autra lingua ca u so dialettu:e allura,fursi,stia murennu...

...e m’attorciglio/cercando le parole per dirti/che di te non mi dimentico,/che le tue scarpe sono sempre lì,/che i tuoi dischi suonano anche per me,/che i tuoi libri li accarezzo come fossero le tue mani,/e li lecco come tutti i baci/che non ti ho dato mai./E scrivo quello che voglio./Perché tu dicevi che non sono io che comando,/che è lei,/la poesia,/che viene,/mi fa spaventare,/se ne va,/torna,/e sempre e solo come vuole e dice lei,/mai come dico io./E ora come ora,/io tempo non ne ho molto,/sta finendo,/e devo sbrigarmi,/perché il tuo s’è finito presto,/ma forse il mio/finisce anche prima,/forse,/e tempo da perdere non ne ho, e per ricordarti/e alla messa non ci vado,/e fiori non te ne porto/e candele non te ne accendo:/ti porto le poesie,/che non ammuffiscono,/mai…/e scrivo per te,/che ora,/per davvero,/sole non ne prendi,/come quel foglio bianco di latte/che era tuo figlio…/e tu,/allora,/sei in tutti i fogli,/che accarezzo e bacio,/che mi corico,/che ripiego,/e che porto con me,/nel sonno/e nelle tasche;/tu sei in tutti i fogli/bianchi di latte o neri di pece…/e sei in tutti i fogli che scrivo,/e tutte le parole devi prendertele tu,/perché sono per te,/e lo so che sei modesto e regali non ne vuoi,/ma io te le do,/anche se mi hai scritto/che non devo scriverti solo per ricordarti…/io stamattina l’ho fatto,/e ogni giorno ti regalo le parole,/e non solo quelle che avanzano:/te le do tutte,/anche quelle che, per caso,/nel foglio non c’entrano,/o non ci vogliono entrare./Sgalambro ci ha detto che per chi deve morire/non c’è altra lingua che il proprio dialetto:/e allora,/forse,/sto morendo...

Dina Basso

yllo @ 17:44 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
giovedì, 16 luglio 2009 | in : foto, marlene kuntz, eve ensler, gianni maroccolo

Vagina_Vines_by_needlenurse_inkQuesta è la storia di come cominciò a piacermi la mia vagina. E’ imbarazzante perché non è politically correct. Voglio dire, so che sarebbe dovuto succedere in una vasca con i Sali del Mar Morto, con un disco di Enya. E io felice di essere donna. Conosco la storia. Le vagine sono meravigliose. L’odio che nutriamo per noi stesse è solo repressione interiorizzata e l’odio nei confronti di una cultura patriarcale, ma non corrisponde alla realtà. So tutto questo. Se fossimo cresciute in una cultura in cui ci avessero detto che le cosce grasse sono bellissime, ingolleremmo tutte frappè e biscotti, mollemente sdraiate, le cosce che si espandono…Ma non siamo cresciute in una cultura del genere, io odiavo le mie cosce, e odiavo ancora di più la mia vagina. Pensavo fosse estremamente brutta. Ero una di quelle donne che l’aveva guardata e se n’era pentita. Mi faceva star male, compativo chiunque dovesse andare lì dentro.Per sopravvivere, cominciai a far finta che tra le mie gambe ci fosse qualcos’altro. Immaginavo mobili – accoglienti futon con trapunte di cotone leggero, piccoli divani di velluto, tappeti di leopardo -, oggetti graziosi – fazzoletti di seta, portavasi traforati -, oppure scenari e paesaggi in miniatura – laghi trasparenti o umide paludi irlandesi. Mi abituai talmente alle mie fantasie, che mi dimenticai del tutto di avere una vagina. Ogni volta che facevo sesso con un uomo, lo immaginavo dentro un guanto foderato di visone, una rosa rossa, o una tazza cinese.Poi incontrai Bob, l’uomo più comune che avessi mai conosciuto. Era alto e magro, anonimo e indossava abiti color kaki. Non gli piacevano i cibi speziati né ascoltare i Prodigy. Non nutriva alcun interesse per la biancheria intima sexy. D’estate stava all’ombra. Non parlava dei suoi sentimenti intimi. Non aveva nessun problema o grana, e non era nemmeno alcolizzato. Non era particolarmente divertente, loquace o misterioso. Non era tirchio o poco disponibile. Non era egocentrico o carismatico. Non amava la guida veloce. Bob non mi attraeva in modo particolare. Non l’avrei notato in nessun modo, se non avesse raccolto il resto che mi era caduto sul pavimento della rosticceria. Quando, porgendomi le monete, la sua mano sfiorò casualmente la mia, qualcosa accadde. Andai a letto con lui… e fu allora che avvenne il miracolo.Venne fuori che a Bob piacevano le vagine. Era un intenditore. Gli piaceva il loro odore, ma soprattutto il loro aspetto. Aveva bisogno di guardarle. La prima volta che abbiamo fatto sesso insieme, mi disse che doveva gurdarmi.- Sono qui - dissi.- No, te… - replicò. – Devo vedere te. –Accendi la luce-risposi.Pensai fosse uno svitato e cominciai ad agitarmi nell’oscurità. Accese la luce.Allora disse: - Ok, sono pronto, pronto per vederti - Sono qui – agitai la mano – proprio -qui!-Cominciò a spogliarmi.-Che cosa stai facendo, Bob?- gli chiesi.-Ho bisogno di vederti- rispose.-Non ce n’è bisogno- dissi – tuffati dentro!--Devo vedere come sei fatta- rispose.-Ti sarà già capitato di vedere un divano di cuoio rosso…-Bob continuò. Non aveva nessuna intenzione di fermarsi. Io volevo vomitare e morire.-E’ una cosa molto intima, non puoi semplicemente entrare dentro di me?--No, devo guardare-Trattenni il respiro. Lui guardò e guardò. Ansimò e sorrise, fissò e gemette. Cominciò a respirare affannosamente e la sua faccia cambiò. Non sembrava più un uomo comune, sembrava una meravigliosa bestia famelica.-Sei bellissima – disse – Sei elegante e profonda, innocente e ribelle.--Hai visto tutto questo, là?- chiesi.Era come se mi stesse leggendo il palmo della mano.Rimase a guardare per circa un’ora, come se stesse studiando una mappa, osservando la luna, fissandomi negli occhi, ma era la mia vagina. Nella luce lo osservavo mentre mi guardava, ed era così autenticamente eccitato, così pacifico ed euforico, che cominciai a bagnarmi ed eccitarmi.Cominciai a vedermi come lui mi vedeva. Cominciai a sentirmi splendida e deliziosa come un bel quadro o una cascata. Bob non era intimorito, non era disgustato. Cominciai a gonfiarmi, cominciai a sentirmi orgogliosa. Cominciai ad amare la mia vagina. Bob vi si perse e io ero lì con lui, e tutti e due ci smarrimmo insieme.

 Eve Ensler, "Perchè gli piaceva guardarla", Monologhi della Vagina

 

yllo @ 16:58 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
martedì, 14 luglio 2009 | in : foto, pj harvey, paola calvetti

nudoadarcoA volte volevo strapparmi di dosso quell'amore con violenza.Era un peso che mi occupava intera,l'anima,il petto,la pelle.Mi invadeva,non riuscivo a liberarmene.Provavo di continuo ad essere ''leggera'',ma era come se la vita mi ordinasse di respirare a meta'.Mi disperavo per la mancanza di informazioni.Non avevo dati.Ero come un veliero costretto a navigare a vista con il solo ausilio dell'intuito.Vivevo col fiato sospeso.Mi sentivo una sorta di zona franca in cui lui liberava se stesso.Per poi andarsene.Per sopportare gli interminabili minuti che passavo senza di lui,inspiravo,lasciavo entrare aria nei polmoni,mi ripetevo con ostinazione che era assolutamente necessario imparare a trattenermi,mi imponevo distrazioni che per lo piu' si rivelavano inutili.A volte camminavo fino a stancarmi e una volta a casa annegavo nel sonno.Sfinita aspettavo che quel malessere passasse.Sognavo di risvegliarmi con l'animo libero.I primi mesi ero attiva di proposte.Gli dicevo di continuo che lo amavo,elencando sensazioni che ai miei occhi suonavano ricche di significato.Mistiche.Stregate.Eccitate.Anche amorali,passoniali e tortuose.Un giorno ho smesso.Stavo in attesa.Che si pronunciasse.Desideravo ascoltare la sua voce impegnata in frasi convenzionali come ''mi manchi'',''ti voglio'',''ho bisogno di te''.Volevo che mi inondasse di quelle meravigliose banalità che erano state bandite dalle nostre conversazioni.Vivevo affamata di dichiarazioni.Speravo che il nostro amore abbandonasse per qualche tempo la casualita'.E diventasse una specie di scelta...

(Costanza)

L'arte di trattenere,ridurre,diluire,riassumere,costringere nei limiti del tempo e dello spazio,diventa una paura assordante.A volte bastava la tonalità di una sola nota,o incrociare qualcuno che mi riportasse a lui,e il minimo benessere conquistato si trasformava in grumi di melanconia.Quando mi mancava troppo ricorrevo a uno dei miei antidoti:camminavo.Mi nutrivo degli avanzi del nostro ultimo incontro, delle fatiche piu' urgenti.In alcuni periodi,amarlo si riduceva a dolore puro.Vivevo con l'assenza emotiva e con la presenza fisica.Una contraddizione in termini.Il lampo della sofferenza stava con me tutto il giorno,conficcato in un punto del petto dove una volta si agitavano,benvolute,immaginarie farfalle.Cercavo di alimentarmi col ricordo:<Amore la nostra ''terza via''esiste.Anche se talvolta è invisibile anche ai nostri cuori.Perchè non vi si accede via cavo,nè via etere,nè per le vie brevi.E' la via interiore,quella che lega due persone anche se non si vedono,non si sentono,non si toccano.E' una via piena di luce,di pensieri e idee.E che deve e puo' dare sollievo quando ci si sente tristi,magari un po' soli.E si ha voglia di abbracciarsi,perdendosi l'uno nell'altro.Forse è una via d'amore.Questa via trasparente,tra me e te,esiste.Io ne sono certa.La nostra strada invisibile è ricca e feconda.Nessuno potra' mai privartene.Nessuno potra' mai farlo con me.Li' ci siamo tu e io.E non diamo fastidio a nessuno.E' una via di luce,dove il tempo non esiste.Perchè il tempo interiore non ha confini.E non subisce censure...>

(Costanza)

<Costanza,amore mio,

è la prima volta che pronuncio con te,seppure costringendola in una lettera postuma,la parola amore.Tu l'hai usata dal primo giorno.Ho pregato Lucrezia di consegnarti questa mia solo dopo la mia morte.Sono passate poche ore dal nostro ultimo incontro,un rendez-vous organizzato dal caso che dopo troppi anni mi ha spinto verso questo foglio seguendo l'impulso di scrivere-finalmente!dirai tu-quello che ho trattenuto gelosamente in me.Penserai che sono stato vigliacco fino all'ultimo perchè ho atteso l'unico momento in cui non avresti avuto alcun diritto di replica.Non ti ho mai detto <<ti amo>>mia piccola Costanza(posso chiamarti cosi' ancora una volta?)neppure quando queste parole erano urgenti e inevitabili.Lo faccio adesso sapendo che non è tardi.Allora pensavi che la vita non fosse quella che si vive,ma cio' che tu sognavi.E volevi.Ti amo,dal giorno in cui ti ho incontrata e mi hai sedotto con occhi di petrolio che sapevano sorridere anche nei momenti di furore.So che queste parole ti sembreranno retoriche e ancora adesso starai lì a chiederti perchè ho evitato con cura maniacale di ammettere fino in fondo che quel sentimento altalenante e confuso,era semplicemente amore.Mi chiedevi una grande storia e io non sono stato capace di offrirtela se non per brevi momenti.L'ho vissuta con egoismo dentro di me.Sei entrata nella mia vita prendendomi per mano,hai profanato i miei segreti piu' profondi,sei riuscita a distillare dai miei silenzi mille parole.Ho provato spesso nei tuoi confronti un sentimento che tu detesti,la gratitudine.Ti ero grato perchè avevi scoperto in me il mondo che non ho concesso a nessuno di conoscere.E non ne hai approfittato.Amore mio,il tuo dono piu' grande è stato il coraggio di rischiare la malinconia,hai accettato che la fierezza dell'amore ti facesse sentire un po' sola nel mondo.Volevi farmi innamorare della vita mentre io mi proteggevo da lei.Non so chi abbia detto che <<le donne non si limitano a vivere le passioni:le commentano.E cosi' le vivono due volte>>.Tu sei stata cosi'.Ti ho amata con riserva.Con moderazione.In ritardo ho compreso cio' che non era possibile.Sceglierti mi sembro' allora un progetto impossibile.Solo nei fatti.Non nello spirito...

...per sempre tuo...Andrea>>

 

da ''L'amore segreto'' di Paola Calvetti

yllo @ 16:21 | commenti (4)(popup) | commenti (4)