lunedì, 30 novembre 2009 | in : foto, ivano fossati, herman hesse

oracvbDicono che c'è un tempo per seminare e uno che hai voglia ad aspettare...Un tempo sognato che viene di notte e un'altro di giorno teso come un lino a sventolare...C'è un tempo negato e uno segreto...un tempo distante che è roba degli altri...un momento che era meglio partire...e quella volta noi due era meglio parlarci...C'è un tempo perfetto per fare silenzio...guardare il passaggio del sole d'estate...e saper raccontare ai nostri bambini quando è l'ora muta delle fate...C'è un giorno che ci siamo perduti...come smarrire un anello in un prato...e c'era tutto un programma futuro che non abbiamo avverato...E' tempo che sfugge...niente paura che prima o poi ci riprende...perchè c'è tempo...c'è tempo...c'è tempo per questo mare infinito di gente...C'è un tempo d'aspetto come dicevo...qualcosa di buono che verrà...un attimo fotografato...dipinto...segnato...e quello dopo perduto via...senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata la sua fotografia...C'è un tempo bellissimo...tutto sudato...una stagione ribelle...l'istante in cui scocca l'unica freccia che arriva alla volta celeste e trafigge le stelle...E' un giorno che tutta la gente si tende la mano...è il medesimo istante per tutti che sarà benedetto io credo da molto lontano...è il tempo che è finalmente...o quando ci si capisce...un tempo in cui mi vedrai accanto a te nuovamente...mano alla mano che buffi che saremo...se non ci avranno nemmeno avvisato...Dicono che c'è un tempo per seminare...e uno più lungo per aspettare...io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare...

Anche un orologio fermo segna l'ora giusta due volte al giorno...(Herman Hesse)

yllo @ 18:18 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
lunedì, 23 novembre 2009 | in : foto, loreena mckennitt, amèlie nothomb

AndreaNelliAdriaticoTi risvegli al buio nella piu' assoluta incoscienza.Dove sono,che cosa è successo ?Per un istante la memoria è cancellata.Non capisci piu' se sei un bambino o un adulto,un uomo o una donna,colpevole o innocente.Le tenebre sono quelle della notte o di una prigione ?Capisci solo una cosa,e tanto piu' intensamente dal momento che è il tuo unico bagaglio : sei vivo.Piu' di cosi' non lo sei mai stato : sei vivo e basta.In che consiste la vita all'interno di questa frazione di secondo in cui hai il raro privilegio di non avere identita' ?In questo : hai paura.Non c'è liberta' piu' grande di questa breve amnesia del risveglio.Sei un neonato che conosce il linguaggio.Puoi assegnare un vocabolo alla scoperta senza nome della nostra nascita : sei scaraventato nel terrore della vita.E poi i ricordi reintegrano il corpo in un baleno restituendogli quanto gli fa da anima.Subito trovi la geografia della tua prigione.In realta',passiamo il nostro tempo a lottare contro il terrore della vita.Per sfuggirgli,inventiamo definizioni : mi chiamo tizio,sgobbo per conto di caio,il mio lavoro consiste nel fare questo e quello.Sotterranea, l'angoscia avanza con il suo lavoro di trincea.La sua voce non si puo' completamente imbavagliare.Credi di chiamarti tizio,che il tuo lavoro consista nel fare questo e quello ma al risveglio niente di tutto cio' esisteva.E puo' darsi che davvero non esista.Tutto è cominciato quattro mesi fa.Ero reduce da una delusione amorosa cosi' idiota che è meglio non parlarne.Alla mia sofferenza si aggiungeva la vergogna della sofferenza.Per impedirmi un simile dolore,mi strappai il cuore.Un'operazione semplice,ma poco efficace.Il dolore che mi aveva assediato dilagava ovunque,sotto la pelle e sopra,negli occhi,nelle orecchie.Decisi allora di uccidere le mie sensazioni.Mi basto' individuare l'interruttore interno e spostarlo verso l'universo del nè-caldo-nè-freddo.Fu un suicidio sensoriale,l'inizio di una nuova esistenza.Da allora,non soffrii piu'.Non sentii piu' niente.La cappa di piombo che mi mozzava il respiro scomparve.E anche il resto.Abitavo in una specie di vuoto.Passato il sollievo,cominciai ad annoiarmi di brutto.Pensai di riportare l'interruttore interno sulla posizione di partenza e mi accorsi che era impossibile...

''Diario di Rondine''

Amèlie Nothomb

yllo @ 16:38 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
giovedì, 19 novembre 2009 | in : foto, louis armstrong, ralph ellison

elemosinandoIo sono un uomo invisibile. No, non sono uno spettro, come quelli che ossessionavano Edgar Allan Poe; e non sono nemmeno uno di quegli ectoplasmi dei film di Hollywood. Sono un uomo che ha consistenza, di carne e di ossa, fibre e umori, e si può persin dire che posseggo un cervello. Sono invisibile semplicemente perché la gente si rifiuta di vedermi: capito?(…) Quando gli altri si avvicinano , vedono solo quel che mi sta intorno, o se stessi, o delle invenzioni della loro fantasia, ogni e qualsiasi cosa, insomma, tranne me.L' invisibilità di cui parlo si verifica per la speciale disposizione degli occhi di coloro con i quali vengo a contatto. Dipende dalla struttura dei loro occhi interni , quelli cioè coi quali , attraverso gli occhi corporei, guardano la realtà. E' a volte vantaggioso essere invisibile, anche se, per lo più, la cosa ha un effetto alquanto snervante. C'è poi anche il fatto che le persone di vista corta urtano continuamente contro di te. E ancora, dubiti spesso della tua esistenza , e finisci per chiederti se non saresti per caso un semplice fantasma nella mente degli altri. Una figura in un sogno, diciamo, che il dormiente cerca con tutte le forze di distruggere. Quando hai questa sensazione, ti vien voglia di restituire gli urtoni, per la rabbia. E vi confesserò che questa voglia ce l'ho quasi sempre.  Ti prende  la smania di convincere te stesso che esisiti veramente in un mondo reale, che fai parte anche tu del clamore e dell'angoscia , e cacci fuori i pugni, e imprechi, e bestemmi per costringerli a riconoscerti. E purtroppo ci riesci di rado. (...)Per esempio, è già un po' di tempo che mi sto battendo contro la società Monopolated  Light & Power. Adopero la loro corrente senza pagare nulla, e loro non lo sanno. Beninteso, sospettano che qualcuno gli ruba l'energia, ma non sanno dove. (...) Ho trovato casa, - o, se volete, un buco nella terra.  Ma non pensate che siccome io chiamo la mia casa un buco , sia umida e fredda come una tomba; ci sono dei buchi freddi e dei buchi caldi. Il mio è un buco caldo.  E poi ricordatevi che gli orsi si ritirano nel loro buco durante l'inverno e ci vivono fino a primavera; e poi saltan fuori tutti arzilli, come un pulcino da un uovo di pasqua. (...) E amo la luce. Forse voi penserete che è strano che un uomo invisibile abbia bisogno di luce, desideri la luce, ami la luce. (...) La luce conferma la mia realtà, fa nascere la mia forma. Senza luce io non sono soltanto invisibile ma anche senza forma; e non sentirsi addosso la propria forma è vivere una morte.  (...) Nel buco del mio scantinato ci sono esattamente 1369 luci.  (...) Nulla, uragano o diluvio che sia, deve ostacolare il nostro bisogno di luce, sempre più luce, sempre più forte. La verità è luce e la luce è verità. (..) Per ora ho solo un radiogrammofono; ma conto di averne cinque. Nel mio buco c'è una certa immobilità acustica, e quando c'è musica voglio sentirne le vibrazioni, non solo con le orecchie ma con tutto il corpo. Mi piacerebbe sentire cinque dischi di Louis Armstrong che suona e canta What Did I Do To be So Black and Blue tutti insieme. (...) Forse mi piace Louis Armstrong perchè è riuscito a trasformare in poesia il fatto d'essere invisibile. E la mia comprensione d'invisibilità mi aiuta a capire la sua musica. (...) Vorrei spiegare che l'invisibilità vi dà un senso del tempo lievemente diverso, per cui si è sempre un po' fuori fase. A volte sei avanti, a volte resti indietro. Invece di scorrere rapido ed impercettibile, il tempo mostra tutti i suoi nodi, quei punti in cui si arresta e dai quali balza avanti. E tu ti infili nelle crepe e ti guardi intorno. Questo è, più o meno, quel che si sente nella musica di Louis. (...)Una definizione, se permettete: un letargo è una preparazione nascosta per un'azione più aperta.

 

 Ralph Ellison-''Uomo Invisibile'' >

yllo @ 19:45 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
martedì, 17 novembre 2009 | in : foto, cristina donà, david grossman
voltoohh
Vedo un uomo che non è un uomo e un bambino che non è un bambino. Vedo un uomo la cui maturità e la cui virilità sono come una cicatrice che si è chiusa e indurita sulla ferita del bambino. (...) Lettera dopo lettera sentivo che avrei potuto fare qualcosa per te; e non era un caso che tu ti fossi rivolto a me, perchè grazie al tuo intuito avevi capito che io avrei potuto guarire quella cicatrice, fino a rivelare il bambino, il tuo gemello luminoso e, ricominciando da lui, avresti potuto tornare ad essere l'uomo che sei, che eri destinato ad essere. Chi è quest'uomo? Temo che non mi permetterai più di scoprirlo. Posso solo indovinare che è tutto quanto insieme: adulto e bambino, uomo e donna, morto e vivo, e molte altre cose e molte altre persone - ma riuniti insieme, senza le divisioni artificiali e violente che esistono dentro di te. Perchè ai miei occhi, nel punto in cui tutte quelle "anime" si toccano, si mescolano e si uniscono senza che nulla le separi, sento che laggiu' si trova il tuo vero io. Quando ti ho incontrato laggiù mi sono subito sentita riempire da te. Il mio corpo e la mia anima ti hanno parlato direttamente, oltre le tue parole, che non sempre amavo. Perchè laggiù tu mi ecciti veramente, mi stimoli, mi infiammi e mi fai male. E, quando, talvolta, mi hai permesso di stare laggiu' con te mi sono sentita viva come non mi era mai successo con nessuno. Con nessun uomo...

''Che tu sia per me il coltello''-DAVID GROSSMAN

yllo @ 15:13 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
venerdì, 13 novembre 2009 | in : foto, brian eno
bambinodisegnospiaggiaDagli occhi di un bambino decollano gli aeroplani. Se chiudesse gli occhi cadrebbero. Solo il suo stupore li mantiene sospesi, la sua piccola mano li innalza, il suo cuore li muove e li allontana. Senza un bambino appiccicato ai vetri, alle alte ringhiere di una terrazza adulta, gli aeroporti morirebbero d’orrore. Un bambino non potrà mai pronunciare la parola “aeronautica” ma da lui dipenderà l’imitazione dell’uccello. Un bambino non saprà calcolare le distanze ma è lui la garanzia del ritorno. Ogni aeroporto deve avere un bambino incollato ai vetri, accanto agli altoparlanti, dovunque si acquatti la paura. Grazie a lui durerà meno lacrime il rientro di tutti, dorrà meno baci l’addio delle madri e le hostess potranno prescindere da avvisi insulsi. Un aeroplano per aria sono molti bambini che guardano l’orizzonte.

 
Alexis Diaz Pimienta
yllo @ 14:22 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
sabato, 07 novembre 2009 | in : foto, mark strand, marissa nadler

edward-hopper-rooms-by-the-sea-1950In a field I am the absence of field.This is always the case.Wherever I am I am what is missing.When I walk I part the air and always the air moves in to fill the spaces where my body’s been.We all have reasons for moving.I move to keep things whole...


In un campo...io sono il vuoto del campo...È ciò che accade sempre...Ovunque io sono...io sono ciò che manca...Quando cammino divido l’aria...e sempre l’aria s’infila a riempire gli spazi dove il mio corpo è stato...Tutti abbiamo qualche motivo che ci fa muovere...Io lo faccio per mantenere le cose intere...

Mark Strand

yllo @ 18:27 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
mercoledì, 04 novembre 2009 | in : foto, federico fiumani
Diaframmacanzone

...poi in un momento diverso dagli altri
io coprirò il peso di queste distanze...

yllo @ 14:51 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
lunedì, 02 novembre 2009 | in : foto, alda merini, roberto vecchioni
AldacalligE cosi’ nascono i libri, nell’amore,
e cosi’ nascono i libri che nessuno legge mai,
e cosi’ il libro prima di nascere Dio lo deposita in te
come un manciata di fango che diventa luce.
Domandano tutti come si fa a scrivere un libro.
Si va vicino a Dio e gli si dice:
feconda la mia mente, mettiti nel mio cuore
e portami via dagli altri, rapiscimi.
Cosi’ nascono i libri, cosi’ nascono i poeti.


(Chi ha paura della morte si offenda.La morte è una riviera musicale,il seno curvo della donna amata.Non c'è spazio tra l'uomo e la sua morte.Soltanto il batticuore di un nemico che ride al suo passaggio.)

Ciao Alda...

yllo @ 14:13 | commenti (1)(popup) | commenti (1)